Conte a Mosca conferma la posizione italiana sulla Russia

Conte a Mosca conferma la posizione italiana sulla Russia

Ieri il Presidente del Consiglio Conte è volato in Russia, in visita ufficiale al Cremlino.

L'incontro è stato promosso con l'obiettivo di concludere una serie di accordi bilaterali tra Roma e Mosca, tra cui alcuni importanti di natura commerciale.

Nel corso della mattinata Conte si è recato all'Expocentre di Mosca, nel quale ha incontrato numerosi imprenditori italiani. Poche ore dopo, sui social, è apparso un commento sulla visita che è stata definita dal premier come un'opportunità per apprezzare "la dinamicità del tessuto imprenditoriale italiano" e per ribadire l'impegno assunto dal governo nel sostegno alle imprese.

"Ho avuto modo di apprezzare la dinamicità del nostro tessuto imprenditoriale. La grande qualità dei prodotti italiani e la competitività delle nostre imprese ci permettono di avere un surplus commerciale consistente, consolidando la posizione centrale dell'Italia nel commercio internazionale. Il Governo farà la sua parte per far crescere le imprese italiane. C'è un grande impegno in tal senso, come dimostrano anche le misure contenute nella manovra"

Successivamente Conte ha raggiunto il Cremlino, dove si sono svolti i colloqui con il presidente Vladimir Putin, a cui hanno partecipato anche l'ambasciatore italiano Pasquale Terracino, il consigliere diplomatico della presidenza del consiglio Pietro Benassi, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il ministro dell'Industria e del Commercio russo Denis Manturov e il consigliere del Cremlino per la politica estera Jurij Ušakov.

Il Presidente Conte ha dichiarato di voler valutare tutte le potenzialità della cooperazione con la Russia, dimostrandosi ampiamente fiducioso sulla qualità dei rapporti che legano Roma e Mosca.

"Malgrado il contesto internazionale delicato siamo riusciti a confermare l'alta qualità dei nostri rapporti: è stata confermata l'amicizia solida malgrado la difficoltà del momento"

Secondo La Stampa, sarebbero 13 gli accordi firmati, riguardanti temi come l'energia, le infrastrutture e l'ambiente.

Oltre ai trattati di natura economica, sono stati oggetto dei colloqui anche altri grandi temi di natura politico-diplomatica. Il premier Conte ha espresso il suo auspicio di risolvere le tensioni diplomatiche e di tornare al formato del G8 con la Russia, per riuscire a risolvere tutti quei problemi che necessitano della partecipazione di tutti gli interessati; inoltre non ha nascosto le sue perplessità sull'efficacia delle sanzioni:

"Sulle sanzioni la nostra posizione è chiara, non sono un fine ma un mezzo, sono collegate agli accordi di Minsk ma non è con le sanzioni che si risolvono i problemi".

Dall'altra parte, il presidente russo ha lasciato intendere la sua disponibilità ad acquistare, se necessario, i titoli italiani, anche se parrebbe che la questione non sia stata trattata in modo esplicito. Secondo Putin, non ci sarebbe "nessuna remora politica" verso l'acquisto dei nostri titoli di Stato, in quanto l'Italia avrebbe "basi economiche molto solide". Mentre per quanto riguarda le tensioni tra l'Italia e la Commissione Europea, Putin si è espresso fiducioso sulla risoluzione del problema: "Su questo aspetto noi non ci intromettiamo, ma siamo sicuri che i problemi saranno risolti".

I due leader si sono confrontati anche su altre due questioni di natura internazionale che in questo momento sollevano molte preoccupazioni per la stabilità del sistema mondiale: la questione siriana e l'intenzione manifestata da Trump di abbandonare il Trattato INF.

In particolare Putin avrebbe rassicurato Conte sull'impegno russo nella stabilizzazione di Damasco, che dovrebbe portare, almeno stando alle dichiarazioni dei due leader, ad una riduzione dei flussi migratori in Italia (benché le rotte migratorie verso il nostro Paese siano principalmente altre).

È chiaro che questo incontro avviene in un momento storico molto particolare, soprattutto per l'Italia che non si è mai trovata cosi distante dall'Unione Europea. Il governo giallo-verde, inoltre, in diverse occasioni ha manifestato il suo sostegno alle scelte politiche di Putin, ma non si deve cadere nell'errore di vedere questa vicinanza tra i due Paesi come il frutto dell'attuale contesto politico-internazionale.

Storicamente, infatti, Italia e Russia sono sempre state legate da un rapporto di forte solidarietà reciproca, sia dal punto di vista politico, nonostante la distanza ideologica del passato, che a livello economico (basti pensare alle relazioni bilaterali Italia-Urss del decennio 1958-1968). In tempi più recenti anche altri leader politici, come Romano Prodi e Silvio Berlusconi, hanno mantenuto uno stretto dialogo con la Russia portando all'intensificarsi della cooperazione tra Roma e Mosca.

L'incontro tra Conte e Putin quindi appare più come la conferma di una relazione solida tra Roma e Mosca che, forse, oggi attira maggiore attenzione per via della crisi politica tra l'Italia e l'Unione Europea.

Conte ha rinnovato l'invito al presidente Putin di venire in Italia, una visita che "manca da troppo tempo". Per il momento, però, è certa solo la presenza di una delegazione russa alla conferenza di Palermo sulla Libia, che si terrà nei prossimi 12 e 13 novembre.


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Martedì, 20 Novembre 2018
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