Putin – Merkel: energia, commercio e molto altro...

Putin – Merkel: energia, commercio e molto altro...
In un'Europa che, spesso con ossequioso consenso, appoggia e supporta le linee dure di Washington contro Mosca, la Germania si è sempre dimostrata un soggetto disponibile alla trattativa, capace di comprendere l'importanza della Russia per l'UE e viceversa. A volte discutendo di sicurezza, altre di misure internazionali, la Repubblica Federale Tedesca ha spesso spezzato una lancia a favore del confronto e del dialogo pacifico con la Federazione Russa (come nei vari tentativi di rimuovere le sanzioni), senza tuttavia rinunciare a dure opposizioni quando ritenute necessarie (come in merito al recente "caso Skripal'").

La disponibilità tedesca si è mantenuta nell'incontro tra il Cancelliere federale Angela Merkel ed il Presidente russo Vladimir Putin (qui la conferenza stampa completa), tenutosi a Soči il 18 maggio scorso. I due leader hanno discusso cordialmente e con una certa intesa su numerosi temi, cruciali per l'Europa e per la situazione internazionale. Proprio per sottolineare la concordia e i costanti tentativi di apertura operati tra Berlino e Mosca, Putin ha esordito in sala stampa sottolineando i dati economici delle relazioni bilaterali russo-tedesche, molto interessanti se consideriamo il clima di tensione alimentato dalle sanzioni anti-russe​.

Vladimir Putin accoglie Angela Merkel a Soči (Russia), 18 maggio 2018 (Foto: kremlin.ru)


Come affermato dal Presidente russo, la Germania rimane uno dei partner commerciali esteri fondamentali della Russia: è seconda solamente alla Cina e lo scorso anno il fatturato commerciale russo-tedesco è cresciuto del 23% ("nel gennaio-febbraio 2018 è aumentato ancora quasi del 13%"). Si calcola che in Russia lavorino quasi 5 mila compagnie tedesche, che impiegano circa 270mila persone; a loro volta, in Germania conducono affari circa 1.500 imprese con capitale russo. Cifre notevoli, che sostengono sicuramente la volontà congiunta di "stimolare più attivamente lo sviluppo del commercio bilaterale, la cooperazione industriale e tecnologica" (Putin).

Tuttavia, la questione delle sanzioni economiche contro Mosca è determinante e trasversale a molti degli aspetti toccati nel colloquio russo-tedesco. In queste settimane è stata approvata dalla Duma una prima legge che vieta le merci provenienti dagli Stati Uniti e da altri Paesi considerati ostili, mentre sembra in discussione un'ulteriore risposta, che imporrebbe responsabilità penali contro le imprese e gli individui che rispettassero le sanzioni occidentali contro gli interessi economici russi.

Ma come possono convivere la crescita commerciale bilaterale con le sanzioni e con le contromisure prese da Mosca?


Angela Merkel ha risposto sostenendo la solidità delle relazioni transatlantiche di Berlino, sottolineando tuttavia la necessità del dialogo come unico mezzo per superare le forti problematiche attuali soprattutto tramite il Consiglio NATO-Russia e UE-Russia. Le parole della leader tedesca riflettono la percezione delle sanzioni come arma a doppio taglio, con effetti penalizzanti per entrambe le economie e per quella europea. Tra indecisioni e flebili dissensi, nessun Paese UE per ora ha compiuto passi significativi sulla strada per il ritiro di queste misure.

Conferenza stampa congiunta a margine del colloquio russo-tedesco. Soči (Russia), 18 maggio 2018 (Foto: kremlin.ru)


A questo proposito, tra gli argomenti di rottura, si possono segnalare la politica energetica e il Nord Stream-2. Questo progetto, avanzato già nel 2011, prevede l'ampliamento dell'esistente gasdotto, che trasporta la materia prima direttamente da Vyborg (Russia) a Greifswald (Germania) passando per il Mar Baltico, al fine di raddoppiarne la capacità. Negli anni la proposta è stata fortemente ostacolata, soprattutto dalle istituzioni dell'UE, che la considerano contraria agli interessi europei, ai suoi piani strategici e alla sua politica energetica. Garantendo l'appoggio costante al programma e la concessione dei permessi necessari, Berlino rappresenta la voce fuori dal coro.


Sia Merkel che Putin hanno voluto rimarcare un punto fondamentale: "il Nord Stream-2 è un progetto prettamente economico e commerciale, al di fuori da ogni processo politico, ma che terrà conto delle altre componenti". Il riferimento è all'Ucraina e ai timori della sospensione del transito del gas russo tramite Kiev. Mosca ha garantito che la fornitura continuerà anche dopo il completamento dell'opera, così come il Cancelliere tedesco ha notificato il suo impegno nel mantenere il ruolo strategico dell'Ucraina (il Ministro dell'Economia tedesco Altmeier ha visitato Kiev il 15 maggio per affrontare questo problema).

Il percorso del Nord Stream (Vyborg - Greifswald) ed il progetto per il Nord Stream-2 (Ust-Luga – Lubmin-Greifswald)


Certo, la realizzazione del progetto potrebbe fungere da trampolino di lancio per altri programmi. Appena tre giorni dopo l'incontro Putin-Merkel, il Presidente bulgaro Rumen Radev (in visita in Russia il 21-22 maggio) ha suggerito di intraprendere un nuovo percorso che superi il fallimentare South Stream (dismesso dopo l'annessione russa della Crimea e le conseguenti sanzioni) e, soprattutto, il Turkish Stream, il gasdotto diretto in Europa che passa obbligatoriamente per la Turchia. Radev, intervistato dal Kommersant, auspica "una linea diretta Russia-Bulgaria, che sarebbe una garanzia di efficienza e sicurezza energetica per il Paese e per la stessa UE".

Proseguendo, c'è stato ampio spazio anche per trattare temi extra-europei, su tutti la questione siriana e quella del nucleare iraniano. Sulla Siria, un giornalista incalza il Cancelliere evidenziando la presenza di circa 700 mila rifugiati siriani in Germania e che questi, a conflitto terminato, vorranno tornare in patria. Merkel risponde affermando il sostegno all'operato del rappresentante ONU De Mistura e riconoscendo gli sforzi compiuti al tavolo di Astana. È indubbia la necessaria ripresa di un processo politico ed economico e Putin sottolinea questo aspetto: se si vuole che la gente torni nelle proprie case, laddove oggi ci sono solo macerie, è necessario un forte sostegno a Damasco e alla ricostruzione siriana, allargata e depoliticizzata (qui l'articolo sulla prospettiva russa nella Siria da ricostruire).

Sull'Iran, Angela Merkel ribadisce la posizione già espressa dall'Alto Rappresentante UE Mogherini: "l'accordo esistente sul nucleare iraniano garantisce più controllo e più sicurezza". È stato approvato dal Consiglio di sicurezza dell'ONU e ha quindi un fondamento internazionale; se l'Iran continuerà ad onorare i suoi doveri, secondo Merkel, la posizione europea e tedesca non cambierà. Questo è il punto su cui la frattura con gli USA è più profonda.

Forse l'essenza dell'incontro bilaterale è proprio questa: la Germania (come anche la Francia ed altri Paesi UE) cerca di svincolarsi, laddove possibile, dall'ingombrante potere decisionale di Washington. È palese che il tempo e le azioni dovranno smentire o confermare questo atteggiamento; per adesso, sembra particolarmente legato a questioni opportunistiche, legate alle possibilità di ciascun Paese (vedi il Nord Stream-2 per Berlino). Nelle sue dichiarazioni e nelle sue posizioni, tuttavia, la Germania appare tra gli Stati UE più pragmatici nelle sue relazioni internazionali, ed in questo più vicine al Cremlino.

Nel segno della continuità
Nella Russia delle sanzioni, è vietato rispettare ...

Related Posts

 

Comments (0)

There are no comments posted here yet

Leave your comments

  1. Posting comment as a guest. Sign up or login to your account.
Attachments (0 / 3)
Share Your Location

Iscriviti alla nostra Newsletter

Tag Cloud

sondaggi elettorali Runet Idlib WCIOM Russia Unita Gazprom green energy Moldavia troll Asia Kortezh esercito trattato di pace ortodossia Iran Poltava Minchenko Group Consulting religione Regime Change estrema destra Kiev candidati Italia Partito Comunista nucleare export armi Finlandia corruzione Assad Akinfeev soft power RussiaToday Storia ingerenze russe Economia Mediterraneo Cronache di viaggio Sergej Baburin gas Patriarca Kirill Cherchesov liberalismo terrorismo Kuznetsov inchiesta Calcio Romanov dazi americani eroina politica estera G7 Theresa May G8 Skripal Partito del Progresso Nigeria Pavel Grudinin INF Protocollo di Minsk imperialismo Vedemosti Nikita Chruščëv geopolitica Vladimir Žirinovskij Helsinki politiche energetiche Unione Cripto Valley FIFA Franco Germania Astana Caspio Brest-Litovsk Siria Cina zar Ksenija Sobčak Salman Cremlino età dei torbidi Russiagate Georgia PIL Lettonia Sicurezza Zurabishvili Gibilterra Svezia Uzbekistan SGC Venezuela Sondaggi tossicodipendenza rete estremismo Egitto Azerbaigian propaganda Unione sovietica WC2018 Mosca Unione Europea Riforme Usa Nato Caucaso Pashinyan Armenia Vladimir Putini governo russo Turkmenistan Libia ISP Macron criptovalute Michele I Stati Uniti Maxim Surajkin Dmitrij Medvedev Panslavismo Kerč’ minoranza Giovani monarchia migranti Aleksej Naval'nyj Corea del Sud Levada DNS Demografia Cecenia PCUS Azerbaijan TAP Putin Trump spese militari Battaglie storiche energia Kazakistan Casa Bianca SergeJ Skripal Mare del Nord Business Russia FSB Naval'nyj Sputnik Chiesa Ortodossa Russa Asia Centrale antiterrorismo gasdotto Eltsin Krymskij most Rosneft Welfare Eco Internazionale Peredača Arkadij Babcenko Gas naturale Proteste nord stream Kirghizistan Reagan Krasnodar TANAP K-19 Jabloko Sobčak Vostok18 Soft power elezioni presidenzali Mondiali 2018 Olocausto Federazione Russa rivoluzioni colorate Lavrov rivoluzione di velluto Afghanistan Paesi Baltici Stalin Turchia Grigorij Javlinskij Spagna Midterm Tajikistan reportage Società Disarmo Boris Titov nazismo opinione pubblica elezioni presidenziali Pensioni El'cin Prigožin via della seta opposizioni ISIS comunismo spesa militare Sanzioni stalinismo Chiesa ortodossa Bielorussia nazionalismo Occidente Grande Gioco influenza anti-liberalismo Europa russofobia Diplomazia San Pietroburgo internet bitcoin Israele HIV Saakashvili caso Skripal Anatolij Sobčak PCFR Vladimir Putin Gorbačëv Donbass Transnistria Russia Cernenko elezioni Nagorno-Karabakh OPK boicottaggio spie Trident Juncture 2018 Mar Baltico URSS Difesa Merkel Diritti umani SCO Austria Arabia Saudita Smolensk Sorge 1941 scenari politici LDPR Mondiali Costituzione Russa lingua Armi Balcani Guerra fredda Pietro il Grande UE Crimea Gennadij Zjuganov Oriente Medio Oriente opposizione politica proteste in Russia Ucraina